Inspirate ed espirate, liberate la mente e ripetete a bassa voce, “Il vino buono è quello che piace”, ora entrate in un bar, assumete la posizione del bevitore celeste ed ordinate un calice di Cava.
Se non conoscete il Cava, leggete le prossime righe, se conoscete il Cava, leggete le prossime righe.
Il Cava è un vino spumante spagnolo metodo classico, avete letto bene, metodo classico, proprio come Champagne e il nostro Franciacorta o Trento DOC.
Viene prodotto principalmente in Catalogna, tra Barcellona e Tarragona, esprime il suo massimo potenziale nel Penedès, zona vocatissima che ospita le migliori cantine, immaginate una piccola pianura, vigneti, un piacevole clima, buon cibo e bella gente, dove si beve molto e bene, tipo Cinisello Balsamo.
La produzione di Cava è consentita in diverse regioni della Spagna, ad esempio nel Rioja, a nord, zona di Navarra, provincia Basca di Álava, regione di grandi “rossi”, ma ne parleremo in un altro momento.
Il nome Cava deriva da“Cavas”, le antiche cantine interrate dove si usava conservare il vino.
Ora inizia il momento “Piero Angela”, cercherò di non essere tedioso, ma qualche nozione va pur condivisa…
Il metodo classico prevede una seconda fermentazione in bottiglia tramite l’innesto di lieviti. Il processo fermentativo ed il tempo di affinamento a contatto con questi ingegneri eucarioti, consentono di sviluppare le meravigliose bollicine (perlage) e conferire al vino aromi e sapori unici.
Nei Cava i tempi di “nanna” sui lieviti sono relativamente brevi se paragonati a Champagne e Franciacorta, si va mediamente dai 9 ai 15 mesi, ma ciò nonostante i vini hanno una bella personalità, anche se, come un amico sommelier mi ha fatto notare, i tempi tra la sboccatura e la vendita potrebbero essere più lunghi, ma dopo tutto i Cava sono bollicine da Fiesta e la Fiesta non può attendere.
Si possono trovare anche “Gran Reserva” che si attestano sui 30 mesi e più.
Ecco una bigino per fare gli splendidi al bar:
Cava: Minimo 9 mesi di invecchiamento sui lieviti
Cava Reserva: Minimo 15 mesi di invecchiamento sui lieviti
Cava Gran Reserva: Minimo 30 mesi di invecchiamento sui lieviti
“Ma per fare il cava si usano le uve nobili?”
NI, le principali varietà di uve, sono tutte autoctone, significa che più spagnole di così non si può… Per la produzione dei Cava si utilizzano la Macabeo, fresca e acida, la Parellada elegante e setosa e la Xarel·loforte e complessa.
Tuttavia, possono essere impiegate anche altre uve come Chardonnay, Pinot Noir e Subirat Parent (vitigno a bacca bianca del Penedès, salvato dall’estinzione, simile alla Malvasia), come nel caso di alcuni Corpinnat, di cui vi invito a documentarvi, perché si tratta di un Cava che non vuole essere chiamato così, ma è una storia che merita un altro racconto.
“Io bevo solo Brut o Extra dry.”
Che barba che noia, che noia che barba. Esistono diverse tipologie di spumante e si dividono in base al grado zuccherino, il Cava non fa eccezione.
Ecco le tipologie per fare i saputelli al ristorante:
Brut Nature (Dosaggio Zero, Pas Dosè): Senza zucchero aggiunto (meno di 3 grammi per litro).
Extra Brut: Fino a 6 grammi di zucchero per litro
Brut: Fino a 12 grammi di zucchero per litro
Extra Seco (Extra Dry): Tra 12 e 17 grammi di zucchero per litro
Seco (Dry): Tra 17 e 32 grammi di zucchero per litro
Semi-Seco (Semi Dry): Tra 32 e 50 grammi di zucchero per litro
Dulce (Dolce): Più di 50 grammi di zucchero per litro
Il Brut Nature è il mio preferito e se non lo provate vi meritate di partecipare al Temptation Island uzbeko.
Tutto molto bello, ma di cosa sa sto benedetto Cava? E con cosa si abbina?
Il Cava presenta aromi di mela verde, agrumi, mandorle tostate e fiori bianchi.
Il gusto è fresco e fruttato, con una buona acidità, bollicine fini e delicate.
È un vino molto versatile e può essere abbinato a una vasta gamma di piatti: frutti di mare, pesce crudo e cotto, manzo, animali da cortile come coniglio, gallo, faraona, maiale; carni grigliate, formaggi, salumi e dessert meno “dolciosi”, come cheesecake, tarta de queso, tarta de Santiago, torta di mele, dolci a base di frutta fresca o agrumi.
Il suo meglio però, lo da con le Tapas, non tanto per questioni tecniche, ma per ragioni dell’anima, lo so, sono un romanticone.
Ora sapete quasi tutto quello che c’è da sapere sul Cava, potete trasformarvi in super sommelier di terzo livello e fare bella figura con chi vi pare, ma non ringraziatemi, perché io sono Bar-Man ed è questo che gli eroi fanno, Cheers!!!
Oleg,
Barman One Bistrò


