Si el vino hace buena sangre, la sangría la hace espectacular”, antico adagio Tibetano.
“Se il vino fa buon sangue, la sangria lo fa spettacolare”, mai detto popolare fu più sincero, naturalmente sull’origine tibetana si scherza, ma quello che leggerete nelle prossime righe, potrebbe essere veritiero, non ho interesse nel tirarvi una sequela di luoghi comuni estivi, riguardanti una bevanda che conoscete già benissimo, ma vorrei farvi riflettere su come concetti semplici nascano per necessità e si evolvano per virtù…
Diario di bordo, Gibilterra, Maggio, giorno 16, Anno del Signore 1612
La Queen Elizabeth è in porto da quattro lune, ammiro e rispetto il rigore dei Mori, la loro religione è affascinante, ma il divieto di consumare alcolici non giova all’umore dell’equipaggio, le lamentele continuano e le punizioni scarseggiano, se non trovo una soluzione, il reclutamento per il prossimo viaggio sarà arduo.
Comprendo i miei uomini, siamo inglesi e marinai, il rum gonfia il nostro ardore come il vento le nostre vele…
“Mi ha fatto chiamare Comandante?!”
“Sì Connors, ho bisogno del suo aiuto…”, il nostromo si mise sull’attenti, “Dobbiamo arginare il divieto di consumare rum e birra imposto dai Mori.”
“Comandante, avrei una soluzione, ma non è ortodossa…”, le rughe sulla fronte del Comandante si fecero più pronunciate…
“Parli Connors, quale sarebbe questa soluzione?”
“Potremmo mascherare l’alcol con frutta e spezie…”, il volto del comandante si fece compiaciuto, “Continui Nostromo”.
“È un metodo che ho appreso nelle indie orientali, da un sacerdote del luogo, si fa macerare il the nero con frutta fresca e spezie per qualche giorno, poi si allunga con acqua o succo di frutta, è una bevanda che gli uomini usavano consumare la sera, mentre si stava insieme e si raccontavano storie, dolce e non troppo alcolica, giovava allo spirito e alla fratellanza…”.
“Connors, amico mio, potrebbe funzionare, ma le ricordo che i Mori hanno sequestrato tutte le nostre scorte, non abbiamo alcol in cambusa…”
“Comandante, potremmo acquistare del vino dai contadini dell’entroterra, il secondo Cannoniere Bradley, si intrattiene con la figlia di un allevatore di pecore, ella afferma che suo padre produce il miglior vino della regione… La cambusa è ricca di spezie e la frutta è di facile reperibilità, potrei usare questi ingredienti per preparare una miscela simile a quella che ho appreso nei miei viaggi!”
“Connors, si rechi dal Primo Ufficiale, si faccia consegnare oro e argento dalla tesoreria di bordo, acquisti carro e cavalli e convinca l’allevatore a darle quel dannato vino, corrompa, menta, usi la forza se necessario, ma non torni a mani vuote”, “SignorSi Comandante, ritornerò con del vino, lo giuro sul mio onore!”
“Nostromo…che possa avere il vento in poppa…”.
“Comandante, presto chiamate il Comandante!!!”.
“Connors, che cos’è questo baccano, sembra sia stato morso da una murena!”.
“Comandante è pronta, la miscela è pronta!”, il comandante prese un sospettoso sorso dal mestolo nel barile, un enorme sorriso si stampò sul volto segnato dal mare e dalla salsedine, “Nostromo, lei è un genio, ha reso un enorme servizio alla Queen Elizabeth, sarà promosso per questo, Connors a lei l’onore ti trovare un nome per questo nettare, al primo sorso mi sento il sangue ribollire e anche il colore lo ricorda…”
“Comandante suggerisco Sangria, deriva da sangre, sangue nella lingua locale…”.
“Meraviglioso Connors, che la ricetta non vada mai persa…”
Non siamo sicuri che la Sangria sia nata così, poco importa, ciò che conta è che la Sangria non è solo una bevanda a base di vino, ma una tradizione, un modo di vivere e condividere, un insegnamento di vita che Spagna e spagnoli hanno portato nel mondo.
Amicizie, amori e drammi continueranno a nascere e crescere condividendo una Sangria, in una chiassosa sera d’estate.


